Eurocomach e Fabbri SRL: l’evoluzione del cantiere nel Sud Italia

Dall’officina meccanica alla consulenza per i grandi sottoservizi: incontriamo Fabbri SRL, punto di riferimento Eurocomach per il Sud Italia. Una realtà che ha fatto del service e della prontezza d’intervento la propria bandiera.

Un’assistenza che nasce “sul campo”

La concessionaria Fabbri ha una storia radicata nella meccanica. Questa competenza tecnica si traduce in una capacità unica di comprendere le macchine e, soprattutto, le esigenze di chi le guida. Con una copertura che va dalla Puglia alla Basilicata, Fabbri non si limita a vendere: garantisce che il lavoro non si fermi mai.

Abbiamo intervistato Antonio Fabbri, amministratore dell’omonima azienda, per capire come Eurocomach abbia contribuito alla loro crescita.

L’intervista: la parola a Fabbri SRL 

E: Voi avete una storia importante che nasce dall’officina meccanica. Quanto conta questa competenza nel vostro servizio post-vendita? 

Per noi l’assistenza tecnica è al primo posto. La Fabbri nasce come officina, e questo DNA ci porta a mettere il servizio post-vendita alla base di tutto. Oggi siamo anche rivenditori di ricambi online, ma il vero valore lo diamo in cantiere.

Il cliente si lega a noi perché sa di non essere mai abbandonato: offriamo un supporto diretto e proattivo per garantire che la macchina sia sempre operativa. Gestire il service con competenza e tempestività è ciò che ci permette di trattare ogni cliente ‘con i guanti bianchi’

E: Qual è il valore di avere un rapporto diretto con il Service di casa madre?

È fondamentale. Siamo molto diretti con il service Eurocomach e lavoriamo in stretta sinergia con i loro tecnici e responsabili qualità. Questa collaborazione ci permette di intervenire con rapidità anche di fronte alle sfide dell’elettronica moderna.

Il nostro obiettivo comune è ridurre al minimo il fermo macchina: quando un cliente ha un problema, noi siamo pronti a intervenire subito, a volte anticipando le soluzioni per far sì che il cantiere non si fermi mai. È questa reattività che fa scegliere di nuovo Eurocomach.

E: Parlando di prodotto, cosa differenzia Eurocomach agli occhi di un operatore pugliese o lucano?

Oltre all’estetica accattivante, sono le prestazioni a convincere. Le macchine Eurocomach offrono una forza e una velocità superiori rispetto ai concorrenti.

Il vero salto di qualità lo abbiamo fatto con la personalizzazione: soluzioni come l’impianto trincia sui piccoli o i bracci a triplice articolazione hanno creato una distanza netta con gli altri marchi. Sono macchine che permettono applicazioni che prima erano impensabili.

E: Quali sono i settori trainanti nel vostro territorio e quali modelli vediamo più spesso all’opera?

In Puglia e Basilicata lavoriamo molto sulle ristrutturazioni e sui sottoservizi. Nel Salento, ad esempio, i modelli compatti come il 12ZT o il 18ZT sono ideali per i cantieri urbani. Quando invece passiamo ai sottoservizi – acquedotti, fibra ottica, energia – le macchine tra le 3,5 e le 6,5 tonnellate diventano protagoniste.

In questi contesti, l’escavatore diventa una macchina multifunzione: grazie alle potenze idrauliche di Eurocomach, i nostri clienti montano frese, trivelle e attrezzature specifiche trasformando il mezzo in un vero centro servizi mobile.

Munaretto & Eurocomach: l’escavatore si fa robot

Nel cuore del Vicentino, dove l’edilizia significa precisione e gestione di spazi angusti, la partnership tra Munaretto ed Eurocomach  ha radici profonde. Una collaborazione decennale nata sotto il segno del “su misura” italiano, che oggi si evolve per rispondere a una sfida epocale: la carenza di manodopera e la necessità di automazione. Abbiamo parlato con Mauro Munaretto, a capo dell’omonima ditta, per capire come la tecnologia stia cambiando il lavoro sul campo.

Un Marchio “Sartoriale” per il Mercato Italiano

Per Munaretto, la scelta di Eurocomach è stata mirata. In un mercato dominato da giganti globali, l’identità italiana del brand rappresenta un vantaggio competitivo concreto.

Eurocomach è un marchio italiano tagliato esattamente sulle esigenze del nostro mercato. Il prodotto è studiato e sviluppato per noi: lo vedi dalle macchine girosagoma e dalla flessibilità nella personalizzazione. Se un cliente vuole una macchina di un colore particolare, Eurocomach risponde: ‘Si può fare’.

La tecnologia che fa vendere: il noleggio come Test Drive

Mauro Munaretto ha una visione chiara sulla qualità tecnica: non si risparmia sulle prestazioni, perché una macchina che lavora bene è la miglior pubblicità possibile. Un esempio? La pompa a portata variabile sul piccolo 14SR.

Abbiamo sempre puntato sulla macchina più performante, anche nel parco noleggio. Se dai al cliente una macchina economica, scattosa e senza forza, l’immagine del marchio ne risente. Se invece offri un prodotto che funziona perfettamente, il cliente torna e compra. Il nostro 14SR passa per le porte da 80 cm, ha una pompa a portata variabile che fa la differenza: quando l’operatore la usa, se ne accorge subito.

Il Braccio Triplice: L’Evoluzione verso il “Robot di Cantiere”

Uno dei punti di forza discussi con Munaretto è la geometria delle macchine, in particolare il braccio triplice, disponibile su tutta la gamma, dai 19 ai 100 quintali.

L’escavatore sta diventando il robot di cantiere. Una volta serviva solo per scavare, oggi è un porta-accessori: pinze, martelli, trince. In un momento in cui il personale scarseggia in tutta Europa, la macchina deve sgravare l’uomo dal lavoro pesante e moltiplicare la produzione. Il braccio triplice è come la mano di un essere umano: permette di lavorare in posizioni difficili con una precisione chirurgica

Zero Tail: Muoversi nel “Bello e Stretto” dell’Italia

L’ambiente operativo italiano è fatto di centri storici e spazi confinati. In questo contesto, il design Zero Tail (girosagoma) è una necessità che deve però convivere con la visibilità.

Noi non lavoriamo nel deserto o a Dubai, siamo sempre in ambienti stretti. Il raggio di ingombro zero è un vantaggio enorme. La cosa che apprezziamo di Eurocomach è che, nonostante le complicazioni tecniche attuali, l’operatore ha ancora visibilità reale dalla cabina. Non hai bisogno di telecamere per vedere dove sei: riesci a farlo con i tuoi occhi.

Per approfondire: i “protagonisti” di questa intervista

Nell’incontro con Mauro Munaretto sono emersi alcuni modelli chiave che stanno definendo il lavoro nei cantieri del vicentino.

Se desideri approfondire le specifiche tecniche delle macchine citate dal dealer:

  • Il mini-escavatore 14SR: La soluzione per le ristrutturazioni indoor capace di passare attraverso varchi da 80 cm.

Eurocomach in Danimarca: l’evoluzione del cantiere tra specializzazione e Green Transition

In Danimarca, il mercato del movimento terra deve essere sostenibile, estremamente tecnologico e personalizzato. La partnership tra Eurocomach e IB E. Mortensen A/S (IEM), nata nel 2013, ha trovato forza in questa mission e si basa su una visione strategica: offrire una gamma di mini escavatori con soluzioni innovative, progettate su misura per i severi standard e le condizioni operative della Danimarca. Questa scelta ha permesso a IEM di posizionarsi come specialista assoluto nelle macchine compatte fino a 10 tonnellate, un segmento fondamentale per ogni trattativa e ogni singolo cliente.

Una visione condivisa: il valore dello specialista

La scelta di IEM di puntare su Eurocomach nasce dall’identità di aziende familiari focalizzate su qualità e flessibilità. In un mercato storicamente legato alle terne, IEM ha intercettato la crescita della domanda di mini escavatori per i cantieri urbani, dove lo spazio è limitato ma le prestazioni richieste sono elevate.

IB E. Mortensen dealer Eurocomach

Cercavamo un partner a lungo termine specializzato nel compact “Made in Europe”» spiega Ilse Thomsen. «In Danimarca ogni cliente conta: posizionarci come specialisti nelle macchine fino a 10 tonnellate, con soluzioni su misura, è stata la nostra mossa vincente.

Definire nuovi standard: la rivoluzione del “Micro”

Il punto di svolta è arrivato nel 2017 con il 12ZT. Questa macchina ha imposto il brand grazie a un DNA tecnico distintivo: configurazione Zero Tail, joystick proporzionali e un comfort operativo inedito per la categoria.

14SR Eurocomach su sfondo ambientato

Il successo è arrivato quando abbiamo introdotto modelli come il 12ZT e il 14ZT con joystick proporzionali: una tecnologia che su macchine così piccole non si era mai vista prima in Danimarca. Gli operatori se ne sono innamorati subito.

Green Transition: la forza dell’elettrico

La Danimarca è leader nella transizione ecologica e le soluzioni zero-emission sono ormai un requisito d’appalto per i progetti municipali. Eurocomach, agendo come “first mover” con la gamma elettrica, ha permesso a IEM di presidiare il mercato con macchine capaci di eguagliare la forza di scavo dei modelli diesel.

Eurocomach è stata un ‘first mover‘ nell’elettrico. I nostri clienti sono entusiasti dei modelli 15X e 25X. Certo, la sfida resta il prezzo rispetto ai motori diesel, ma quando il governo richiede lo zero-emissioni per un appalto, noi abbiamo la soluzione pronta. Gli operatori restano sorpresi dalla forza di queste macchine: se lavori in modo fluido, la batteria dura molto più di quanto ci si aspetti.

25X Eurocomach su sfondo ambientato

Tilt-rotator: l’ “arma vincente”

Una delle innovazioni più sorprendenti introdotte dal team di Ilse è l’integrazione dei tilt-rotator (testine rotanti che permettono alla benna di ruotare a 360° e inclinarsi) su macchine piccolissime. 

Abbiamo fatto qualcosa di pazzesco: montare tilt-rotator su mini-escavatori da 1 o 2 tonnellate. Quando abbiamo pubblicato i video sui social, ci hanno scritto da tutta Europa chiedendoci: ‘Come avete fatto?‘.

Il segreto è l’impianto idraulico Eurocomach, che è già predisposto per accessori complessi, trasformando le nostre macchine in strumenti capaci di fare qualsiasi cosa.

Il Cantiere “Luxury”: Oltre la Funzionalità 

In Danimarca sta emergendo un trend curioso: il desiderio di personalizzazione estrema, quasi come se si trattasse di automobili di lusso. 

Ilse Thomsen IB Mortensen

I clienti danesi sono un po’ viziati, cercano il comfort assoluto. Ci chiedono luci extra, sedili speciali, finiture di lusso. Noi ascoltiamo ogni esigenza e costruiamo la macchina su misura. Questa capacità di personalizzazione, unita a una linea diretta con la fabbrica in Italia per i ricambi e il supporto, è ciò che ci rende diversi da tutti gli altri competitor.

Il ritmo della linea, il tempo della vita: storie di lavoratrici mamme 

Voci testimonianza in azienda

C’è una linea invisibile tra il ritmo di una linea di produzione e quello di una famiglia. È scandita da orari, routine e soluzioni dell’ultimo minuto. A tirarne le fila ci sono donne e mamme che ogni giorno timbrano il cartellino in officina e in magazzino.  

Abbiamo dato voce a quattro di loro. Ci raccontano che la maternità non è un freno, ma una palestra che allena a crescere, anche sul posto di lavoro. 

Altomare: Capo Reparto della Linea 2 e mamma di Kevin, 11 anni. 

La scrivania di Altomarecapo reparto della Linea 2, racconta due mondi. Tra i monitor spunta il disegno di suo figlio Kevin, un promemoria quotidiano di ciò che si costruisce fuori dall’azienda. 

Essere orgogliosa e soddisfatta del proprio lavoro l’ha aiutata anche ad essere sincera nei momenti più difficili, quando il distacco tra mamma e figlio lascia spazio anche alla tristezza.

Per lei, la maternità è una palestra di operatività: ha imparato a risolvere il problema prima che l’ingranaggio si fermi, portando l’ascolto e la fermezza necessari a casa. 

A mio figlio dico sempre la verità: mamma va a lavorare anche per te, per il tuo futuro e per il nostro”. 

Olha: La strategia della resilienza  

In produzione da tre anni per la finitura dei cofaniOlha ha imparato che la qualità del lavoro nasce anche dalla serenità mentale. Ha costruito una rete di supporto affidandosi ad una babysitter per garantire la logistica familiare. Questo equilibrio l’ha resa consapevole di una verità importante: 

La famiglia non impedisce di lavorare: anzi, è un valore aggiunto perché ti senti più realizzata nel riuscire a gestire bene tutte e due le cose insieme.

Angela: La dote aggiunta della maternità 

In magazzino la verifica dei codici non ammette distrazioni e Angela, impegnata in questo lavoro quotidiano, ha scoperto che la nascita di sua figlia ha portato in dote una risorsa nuova: la calma. Il rientro al lavoro l’ha vista trasformata, con una nuova capacità di pesare lo stress e le priorità, diventando una professionista più centrata: 

Da quando sono mamma mi sono tranquillizzata, mi ha cambiata molto. Prima ero molto più nervosa, ora sono più centrata e tranquilla anche sul lavoro.

Rosa: Il Valore dell’Indipendenza

Rosa allestisce i premontaggi delle cabine, gli accessori standard e optional che rendono ogni macchina unica per il cliente. Per lei, che vive lontana dalla sua terra d’origine e non ha il supporto quotidiano dei nonni, il lavoro in Sampierana è diventato un pilastro fondamentale: non solo uno stipendio, ma uno spazio di indipendenza e di gratificazione personale che vuole trasmettere alla sua bambina. 

Mi auguro che mia figlia riesca a essere indipendente, nonostante le difficoltà che può incontrare una donna. Vederla crescere così per me sarebbe una bella cosa.

Quattro voci diverse, un unico messaggio condiviso: si può essere donne, lavoratrici e mamme. La forza della nostra linea è fatta anche di questa capacità di tenere insieme tutto, con fatica, orgoglio e una straordinaria normalità.  

Crescita dei Talenti Globali: Rafael Renno e l’Elettronica del Futuro

Il CE PD Master Program: la testimonianza di Rafael

Dopo aver esplorato l’esperienza di Rubia Pimenta, continuiamo il nostro viaggio all’interno del CE PD Master Program di CNH con la testimonianza di Rafael Renno, System Engineer. Rafael ci conduce nel cuore tecnologico dell’azienda, specializzandosi in elettronica e software per veicoli, con un forte focus sulle tecnologie d’avanguardia.

La sua Job Rotation internazionale ha fatto base a Torino, hub strategico per l’innovazione, ma gli ha anche offerto l’opportunità di collaborare strettamente con il team di Lecce. Questo ha creato un ponte diretto tra i diversi centri d’eccellenza italiani di CNH, accelerando significativamente la sua crescita professionale.

In questa intervista, ci ha spiegato come il passaggio dalle operazioni brasiliane alle linee di produzione italiane le abbia permesso di padroneggiare le piattaforme Grader e Telehandler, acquisendo esperienza diretta presso il Proving Ground e riportando competenze all’avanguardia in CNH Brasile.

D: Rafael, come è iniziato il tuo percorso con CNH e con questo programma di Master?

Mi sono laureato in Ingegneria Elettrica e il mio tirocinio si era già svolto nel settore delle macchine movimento terra. Sapevo quanto fosse grande CNH e quale fosse il suo impatto sul mercato, quindi volevo farne parte. Quando ho sentito parlare del programma CE PD Master durante una diretta su YouTube – in particolare della possibilità di conseguire una specializzazione avanzata in tecnologia e della rotazione globale – ho capito che dovevo candidarmi.

D: Qual è stata per te la parte più preziosa della Job Rotation?

Avere una visione più ampia dello sviluppo del prodotto.

Abbiamo ruotato tra ingegneria, validazione del prodotto e piattaforme. Capire come un’azione nell’ingegneria influisca sulla piattaforma o sul processo di validazione è essenziale. Ti aiuta a vedere il “quadro generale” (big picture) di come viene sviluppata una macchina

Torino e Lecce: la cultura del dialogo

D: Hai trascorso del tempo a Torino e a Lecce. Cosa hai imparato dalla cultura lavorativa italiana?

È stato un grande scambio culturale. Ho notato come gli italiani affrontano i problemi: possono essere molto energici e appassionati durante una riunione mentre discutono di un problema, ma non appena finisce tornano amici e vanno a prendere un caffè insieme. Penso che questa capacità di discutere intensamente e poi restare colleghi affiatati sia una grande qualità da riportare in Brasile.

D: Dal punto di vista tecnico, quali sono stati i punti salienti della tua esperienza in Italia?

In Brasile, i corsi universitari ci hanno esposto a tecnologie all’avanguardia come il machine learning e l’elettrificazione. Qui in Italia, sono entrato a far parte del team di Elettronica del Veicolo. Passare del tempo con loro a Lecce ha accelerato notevolmente il mio apprendimento. Ho potuto approfondire l’integrazione elettronica e lo sviluppo del software, che rappresentano il futuro del nostro settore.

Il bagaglio dell’esperienza

D: Quali sono le tue riflessioni finali su questo viaggio?

Questo Master è stato un’esperienza incredibile. Dalle rotazioni interne in diverse aree dello sviluppo prodotto ai corsi accademici e, infine, a questa rotazione globale in Italia: è stato fantastico. Sono davvero grato per questa gigantesca opportunità.

D: Qual sarà il tuo obiettivo personale in Brasile?

Il mio obiettivo è diventare un punto di riferimento per l’elettronica dei veicoli nel nostro stabilimento di Contagem. Essendo attualmente l’unico membro di questo specifico team in Brasile, voglio usare il “bagaglio” di conoscenze acquisite in Italia per guidare nuove soluzioni. Il mercato si sta inevitabilmente muovendo verso macchine elettroniche ed elettriche, voglio essere pronto a cambiare la mentalità degli operatori grazie a queste nuove tecnologie.

Intervista a Rubia Pimenta: dal Brasile a Lecce nel segno dell’innovazione

Il CE PD Master Program: il programma della Job Rotation

Il CE PD Master Program di CNH rappresenta un investimento strategico nelle persone che supportano e aiutano l’azienda giorno per giorno. Questo programma struttura la crescita professionale dei partecipanti attorno alla Job Rotation, concepita per ampliare i loro orizzonti tecnici e culturali.

Rubia Pimenta, Wheel Loader CRB del team brasiliano, ha preso parte al programma ed è arrivata nello stabilimento di Lecce, in Italia. Determinata, precisa e motivata, ha condiviso la sua storia personale e un’esperienza che l’ha resa ancora più orgogliosa della sua carriera. Parlare con lei trasmette un senso di positività ed energia, qualità che definiranno senza dubbio il suo futuro professionale.

In questa intervista, ci ha spiegato come il passaggio dalle operazioni brasiliane alle linee di produzione italiane le abbia permesso di padroneggiare le piattaforme Grader e Telehandler, acquisendo esperienza diretta presso il Proving Ground e riportando competenze all’avanguardia in CNH Brasile.

D: Rubia, come è iniziato il tuo percorso con il CNH Master Program e cosa hai scoperto durante le tue rotazioni?

Rubia: Conoscevo già CNH perché la mia famiglia lavora in questo settore, ma non avevo mai approfondito la conoscenza delle macchine a questo livello. È stata una splendida sorpresa. Durante la Job Rotation, ho iniziato a lavorare sulla piattaforma dei grader e ho capito che amo fare focus sui progetti. Essendo laureata in Ingegneria Gestionale, prima non ero così vicina all’aspetto tecnico, quindi avere un contatto con l’Ingegneria di Prodotto e il Proving Ground è stato incredibile. Mettermi alla guida delle macchine e capire come le nostre decisioni ingegneristiche influenzino il cliente finale ha rappresentato una svolta per me. Posso dire che durante il tirocinio ho capito cosa amo fare davvero

D: Riguardo al tuo periodo in Italia, in che modo questa esperienza ha accresciuto le tue competenze e conoscenze professionali?

Rubia: Essere qui ci ha permesso di osservare processi differenti. I flussi di lavoro in Italia differiscono da quelli in Brasile e abbiamo avuto la possibilità di interagire direttamente con fornitori e clienti.

Comprendere un mercato diverso è vitale. Tuttavia, la parte più importante per me è stata l’elemento umano. Incontrare di persona i colleghi e il mio mentore, dopo mesi di conversazioni solo via Teams, ha cambiato tutto. Si comprendono meglio le reazioni delle persone e si costruisce un tipo di rapporto diverso. Questo networking è essenziale per la nostra futura collaborazione all’interno di CNH.

L’esperienza di Lecce: l’ispirazione del modello Italia

D: Ti sei concentrata su modelli o tecnologie specifiche durante il tuo soggiorno nello stabilimento di Lecce?

Ho trascorso la maggior parte del tempo sui grader, che è la mia piattaforma principale. Tuttavia, ho lavorato anche con i sollevatori telescopici (telehandlers), il che è stato molto stimolante perché non abbiamo quella specifica piattaforma in Brasile. È stato fantastico studiare un nuovo prodotto e i processi unici che lo riguardano.

D: Cosa ti ha colpito di più delle linee di produzione italiane rispetto alla tua esperienza in Brasile?

Rubia: Il processo della linea di assemblaggio qui è stato la parte più entusiasmante. È compatto e organizzato. Vedere l’alto volume di macchine prodotte in uno spazio così ridotto ed efficiente negli stabilimenti di Lecce e Sampierana, che abbiamo visitato negli ultimi giorni della Job Rotation, mi ha aperto gli occhi. Mi ha mostrato come possiamo migliorare l’utilizzo degli spazi nel nostro paese per massimizzare la produttività.

La forza del cambiamento

D: Qual è il tuo obiettivo personale dopo aver completato questo Master?

Rubia: Il mio obiettivo è apprendere da questa esperienza per fare qualcosa di diverso e migliorare i nostri processi. Ho ricevuto una promozione durante questo periodo, il che mi rende molto felice perché dimostra che il mio lavoro viene riconosciuto. Voglio “restituire qualcosa” a CNH applicando tutto ciò che ho visto qui per fare una reale differenza.

D: Infine, come donna in un settore tradizionalmente dominato dagli uomini, come vivi il tuo ruolo nell’ingegneria?

Rubia: La situazione è la stessa in Brasile, ma non mi sono mai sentita frenata. Il mio team mi rispetta e ascolta i miei contributi. Vedo che lo scenario sta cambiando. In Italia ho notato molte donne in ruoli dirigenziali e di gestione, cosa che apprezzo molto. Ci stiamo muovendo nella giusta direzione e spero di essere, un giorno, una dei leader del futuro.

Voci dalla Finlandia: la testimonianza del nostro dealer Minikone

Robustezza, comfort e tecnologia al servizio del Grande Nord

Il mercato finlandese è da diversi anni terra di approdo anche per i nostri Eurocomach. Abbiamo intervistato Aleksi Lampinen, comproprietario di Minikone, partner d’eccellenza che oggi gestisce una flotta di circa 70 macchine del nostro brand.

Ciao Aleksi, grazie per essere qui con noi. Per iniziare, ci racconteresti la storia di Minikone e com’è nata la vostra collaborazione con Eurocomach?

Aleksi Lampinen: Grazie a voi. Io sono in Minikone dal 2021, ma la nostra storia con Eurocomach è iniziata circa nel 2015 o 2016. Siamo partiti con una piccola flotta a noleggio e da allora non abbiamo mai smesso di crescere. Oggi abbiamo circa 60-70 macchine Eurocomach nella nostra flotta: siamo diventati un punto di riferimento in Finlandia anche grazie alle nostre caratteristiche macchine bianche. Oltre al noleggio, ci occupiamo di vendita di nuovo e usato, ricambi e assistenza tecnica.

Il mercato finlandese è famoso per le sue condizioni climatiche estreme. Perché avete scelto proprio le nostre macchine per affrontare queste sfide?

Principalmente per l’affidabilità e la robustezza tecnologica. Sono macchine forti, con motori potenti, ma mantengono dimensioni compatte. Durante l’inverno, i nostri clienti apprezzano moltissimo il comfort: le cabine sono ben riscaldate e protette. Poiché la maggior parte dei nostri lavori si svolge nell’area di Helsinki, la capitale, abbiamo bisogno di macchine che siano facili da muovere negli spazi stretti della città, ma abbastanza potenti da non temere i terreni ghiacciati.

Parlando dell’esperienza dell’operatore, cosa colpisce di più i vostri clienti quando salgono a bordo di un’Eurocomach?

La visibilità è senza dubbio uno dei punti di forza. Molte delle macchine che forniamo sono a raggio di rotazione zero o corto, e questo permette agli operatori di avere una visuale eccellente su tutto ciò che accade intorno alla cabina, aumentando la sicurezza in cantiere. Inoltre, apprezzano molto la precisione dell’idraulica e le performance generali del motore; si sente che sono macchine progettate per lavorare sodo.

Dalle demolizioni al settore forestale: soluzioni su misura per le sfide del mercato finlandese

Ci sono settori o progetti particolari in cui i vostri clienti utilizzano i nostri escavatori?

Un settore molto forte per noi è quello della demolizione indoor. Molte aziende scelgono i nostri modelli più piccoli perché possono entrare facilmente negli edifici per iniziare lo smantellamento dall’interno. Vediamo anche utilizzi interessanti nel settore forestale con attrezzature specifiche e persino nei tunnel. Ogni tanto riceviamo richieste per configurazioni più rare in Finlandia, come il braccio triplice, che forniamo a clienti che cercano il massimo della versatilità per lavori di alta precisione.

Abbiamo notato che in Scandinavia l’allestimento delle macchine è molto specifico. Quali sono gli accessori più richiesti?

Qui c’è una grande differenza rispetto ad altri mercati europei: in Finlandia, circa il 90% delle macchine sopra le 1.8 tonnellate viene equipaggiato con il Tilt Rotator. La possibilità di ruotare e inclinare la benna in ogni direzione è ormai uno standard indispensabile per noi. Inoltre, montiamo spesso pinze per il legname o testate da taglio per la manutenzione forestale.

Per concludere, cosa ti rende più orgoglioso di rappresentare Eurocomach nel tuo Paese?

La scelta di Eurocomach: intervista a Guaita & Schoorl B.V.

Dalle Origini all’Inizio della Partnership

Quando è iniziata la vostra attività e come è nata la partnership con Eurocomach?

La storia di Guaita & Schoorl B.V. va più indietro della nostra attuale partnership. Il mio socio, il Sig. Guaita è purtroppo scomparso l’anno scorso. Era nato in Italia e si era trasferito in Olanda. L’ho incontrato quando avevo 17 anni, dato che mio padre, che era un agricoltore, aveva acquistato un bulldozer da lui. Abbiamo iniziato a comprare e vendere attrezzature usate in tutto il mondo.

Nel 2002 abbiamo avviato l’attività attuale. La parte principale del nostro business rimaneva l’usato, ma abbiamo lentamente iniziato a vendere attrezzature nuove, principalmente accessori di fornitori come Cangini Benne e Trevi Benne.

Dealer Eurocomach Guaita

Poi, intorno al 2016 o 2017, abbiamo incontrato Marco Mosconi, responsabile commerciale. È venuto qui e ha suggerito: “Sarebbe interessante per voi vendere il marchio Eurocomach.”

Abbiamo iniziato a vendere il vostro brand, e da quel momento in poi è diventato una parte importante della nostra attività.

C’è un ricordo specifico di quei primi giorni o del primo contatto che vi ha convinto di questa scelta?

“Io ero il meccanico tra i due, mentre il Sig. Guaita era l’uomo d’affari. Quando abbiamo iniziato con Eurocomach, è andata bene dall’inizio. Le macchine, in pratica, si sono vendute da sole, perché avevamo il 60TR con il braccio triplice (TR) oltre a macchine specializzate che altri marchi semplicemente non offrivano. Quindi ci siamo mossi all’interno di una nicchia nel mercato. Questo è ciò che ci ha resi importanti nella nostra area.”

Kees sottolinea anche il cambiamento di mentalità necessario:

All’inizio ero un po’ titubante nell’iniziare a vendere macchine nuove perché vendere in Olanda implica un modo di pensare diverso. Quando devi vendere macchine per l’esportazione, queste macchine finiranno in tutto il mondo e la gestione di garanzia e assistenza segue logiche diverse.
Se vendi quelle stesse macchine in Olanda a clienti del territorio, allora devi offrire uno spazio diverso ai clienti e un servizio diverso, quando chiamano per problemi tecnici, ad esempio, se la macchina è rotta. Quindi, abbiamo dovuto imparare un po’ questo aspetto.

Una Collaborazione a Lungo Termine

Qual è l’elemento chiave che vi ha mantenuto fedeli al marchio in tutto questo tempo, fino ad oggi?

L’elemento chiave? È il successo per noi: la certezza di ottenere un ritorno sull’investimento. Se non c’è profitto, non ha senso continuare. Ma abbiamo venduto molte macchine nella nostra regione, e poi il successo è arrivato anche grazie alle buone recensioni dei clienti.

I clienti sono soliti parlare tra loro e ci hanno riferito di essere soddisfatti della macchina. Questa è stata ed è certamente una buona pubblicità. Le persone non hanno paura di acquistare la macchina perché altri clienti hanno mostrato soddisfazione verso il brand. Questo è stato il vero elemento chiave.

Il vantaggio tecnico in Olanda

Che ruolo gioca l’orgoglio per il vostro territorio locale nel modo in cui presentate una macchina Eurocomach ai vostri clienti?

A volte dobbiamo modificare le macchine per farle funzionare per i nostri clienti. Ad esempio, montiamo un sottocarro in acciaio più grande se il cliente ne ha bisogno. Facciamo molte cose per preparare le macchine per il cliente. Se vogliono qualcosa di diverso, cerchiamo di farlo.

Quando consigliate un cliente, quale caratteristica tecnica è cruciale per un lavoro specifico in questa regione?

Il braccio triplice è molto efficace per noi. Al momento abbiamo puntato sui modelli 19, 45, 55 e 65. Le macchine Eurocomach sono potenti; sollevano più peso della concorrenza. Questo è sempre un grande vantaggio. Inoltre, le macchine sono più moderne perché tutti i movimenti sono nei joystick e nulla è a terra. Altri marchi hanno ancora i pedali a terra; per noi è un po’ superato. È molto importante che la macchina si evolva costantemente per avere a disposizione la migliore tecnologia ingegnerizzata possibile.

Il Supporto Eurocomach: La Differenza Critica

Puoi condividere un momento specifico in cui il supporto di Eurocomach ha fatto la differenza critica?

Se abbiamo un problema che non riusciamo a risolvere, magari è troppo difficile per noi, o è sconosciuto, specialmente quando si tratta di elettronica, è molto semplice collegare il laptop alla macchina e ottenere assistenza da Tosca e Francesca.

Loro possono prendere il controllo del nostro laptop e accedere alla macchina, possono caricare il nuovo software, apportare modifiche e ripararla in modo che ricominci a funzionare. Questa è un ottimo supporto e un’eccellente forma di assistenza.

Questa mattina ho avuto una domanda da un cliente circa un allarme su una macchina con braccio triplice. Ho chiesto supporto a Tosca e lei mi ha dato subito una risposta. A noi dealer e ai clienti vengono forniti tutti gli strumenti per capire cosa fare e dove cercare. Il nostro bravo meccanico, Alex, che è stato in Italia per imparare a conoscere le nuove macchine, sta facendo un buon lavoro con l’elettronica perché, ovviamente, questa è una delle parti più importanti al momento.

Hira: la prima ricercatrice donna in Sampierana

Incontriamo Hira, la cui presenza nel nostro stabilimento Sampierana arricchisce il nostro dipartimento di ricerca. Con i suoi occhi scuri e una voce calma ma determinata, Hira incarna una visione culturale affascinante e distinta, portando una ventata di innovazione nel nostro lavoro quotidiano.

Hira è una ricercatrice selezionata direttamente dall’Università di Bologna (Unibo) per un progetto importante. Con un PhD in Comunicazione e Informatica, sta applicando le sue competenze specialistiche — originariamente focalizzate sui veicoli intelligenti — agli escavatori, con un’attenzione particolare ai modelli elettrici.

L’abbiamo intervistata per farci raccontare in prima persona il progetto che sta portando avanti qui con noi e per scoprire come la sua ricerca all’avanguardia sta plasmando il futuro dei nostri macchinari.

Com’è iniziata questa avventura?

Sono una ricercatrice e ho un Ph.D. in Comunicazione e Informatica, quindi ho iniziato candidandomi all’Unibo. Ho visto un progetto sul sito web dell’Unibo che era fondamentalmente correlato al mio campo. Il mio dottorato riguarda i veicoli intelligenti e i veicoli che comunicano con l’infrastruttura di altri veicoli, come ho visto in Tesla.

Il progetto di ricerca è direttamente collegato al mio campo di studi sui veicoli comunicanti (V2V/V2D) e sui loro conducenti. Questa tecnologia è vitale per gli escavatori nel settore del movimento terra, dove la comunicazione a distanza è necessaria per supportare gli operatori e migliorare l’efficienza lavorativa.

Ho trovato un progetto specifico incentrato sull’ottimizzazione energetica e sull’analisi all’interno del settore del movimento terra. Dopo aver fatto domanda sul sito web, ho sostenuto due colloqui: un colloquio tecnico con il professore e un secondo con 4-5 persone su informazioni più generali. In seguito, mi è stato chiesto di trasferirmi e lavorare in Italia nel settore dei macchinari da costruzione (come San Piero e CNH), poiché il progetto richiede una presenza fisica in loco e non può essere gestito interamente da remoto..

Mentre sei qui, stai lavorando a San Piero e frequentando anche l’università?

Ho iniziato a lavorare a novembre e il mio tempo attuale è diviso tra l’Università e gli stabilimenti aziendali. Dato che il mio campo è Informatica e Computer Science, la maggior parte della mia analisi di ricerca può essere svolta da remoto.

Quando sei con il tuo team in Sampierana, in cosa consiste il lavoro pratico? Lavori con i mini-escavatori?

Quando sono all’università, mi concentro sulla pianificazione delle note di ricerca. Tuttavia, al momento sono in fase di formazione e non sto ancora svolgendo lavoro pratico sugli escavatori, come i mini-escavatori, studiando la struttura degli escavatori, analizzando i componenti di sicurezza e revisionando l’ampia documentazione, in particolare per i modelli elettrici.

L’obiettivo di questa fase di formazione è comprendere a fondo la struttura e i parametri chiave. Passeremo al lavoro pratico sugli escavatori solo dopo che questa analisi fondamentale sarà completata.

Per quanto tempo hai in programma di restare qui?

Sono entusiasta di poter finalmente applicare tutto ciò che ho studiato nella ricerca e nella teoria a questo ambiente di macchinari da costruzione.

Ho in programma di restare qui per un lungo periodo, poiché ho fatto un cambio deliberato da una carriera decennale come docente universitario (2015-2025) per unirmi all’industria. Questo è il primo passo per cambiare il mio campo professionale e applicare le mie conoscenze in un contesto pratico e reale.

Qual è il tuo obiettivo personale in Sampierana?

“Il mio obiettivo personale in Sampierana è applicare la mia esperienza di dottorato in Comunicazione e Veicoli al settore del movimento terra. Prendendo spunto dalla view CNH è possibile studiare un sistema in cui gli escavatori comunichino tra loro e con l’ambiente, prendendo anche spunto dall’automotive (Tesla è un chiaro esempio).

Questa procedura di comunicazione completa deve essere trasferita all’industria dei macchinari da costruzione perché è necessaria. Guidare gli escavatori è un compito ad alto rischio, che rende vulnerabili i conducenti e il personale circostante. Pertanto, una rete per la comunicazione e il monitoraggio in tempo reale è essenziale.

Attualmente, ci manca il monitoraggio in tempo reale delle funzionalità effettive del veicolo (come i movimenti del braccio, i joystick e i freni), anche se conosciamo la posizione GPS. Se dobbiamo muovere un braccio, abbiamo bisogno di una conferma remota che il movimento sia corretto. L’obiettivo è vedere il quadro completo dell’area di lavoro (ad esempio, tramite una vista satellitare) per prendere decisioni operative migliori, poiché il conducente vede solo la sua parte specifica. Questa capacità ci permetterebbe anche di monitorare l’operatore a distanza.

Credo che la sicurezza delle interconnessioni sia un argomento sempre più ricorrente sui veicoli movimento terra.

L’intervista di Hira ci ha permesso di riflettere su spunti nuovi e su un nuovo ruolo delle tecnologie nel settore del movimento terra. Siamo sempre orgogliosi di accogliere volti e voci giovani in Sampierana, come ha commentato Natalia Bitencourt, HR Product Development & Quality EU:

Questa collaborazione con l’Università di Cesena rappresenta un investimento fondamentale nel talento e nell’innovazione. Per Sampierana, puntare sui giovani e sulle competenze di eccellenza in ingegneria è la chiave per costruire il futuro.

 

Sampierana Eurocomach

Women Academy: Sampierana e le donne del territorio

Dal 3 al 14 Luglio abbiamo dato il via nella nostra sede di San Piero al programma Women Academy rivolto a nove donne entrate a far parte delle nostre linee di produzione.

L’idea nasce dalla volontà di abbracciare il tema della diversity inclusion, combinata all’esigenza di inserire manodopera sulle linee di montaggio nella sede di San Piero.

Le ragazze coinvolte nel progetto provengono da settori di competenza diversi da quello della metalmeccanica, con principale provenienza dal settore alimentare.

Valeria Barilà, Responsabile Recruiter e Formazione in Sampierana, racconta come è nato il progetto Women Academy:

Abbiamo notato che i CV ricevuti per posizioni di addette alle linee di produzione erano stati inviati da donne con un background lavorativo differente da quello usuale. A quel punto è arrivata l’idea di partire da chi aveva comunque la volontà di mettersi in gioco, preparando dei programmi di formazione specifica. Abbiamo così messo a disposizione il nostro personale e tutti gli strumenti a disposizione per aiutare le nuove leve ad introdurre le proprie competenze anche in un settore diverso. In aggiunta abbiamo portato avanti anche un altro obiettivo importante: la valorizzazione delle risorse presenti sul territorio.

L’idea di creare una serie di training pre-work rivolti alle donne per trasmettere nozioni e tecniche legate alla produzione degli escavatori si è dimostrata vincente.

Sono quasi tutte donne del posto, un valore aggiunto per noi e per l’azienda che continua a offrire possibilità a chi abita questo territorio attraverso una continua attenzione ai temi di diversità e inclusione.

Oggi le nuove colleghe sono entrate ufficialmente a far parte del team Production dando inizio a un percorso moderno e innovativo per Sampierana.

Abbiamo deciso di raccontare il progetto attraverso una serie di interviste alle persone coinvolte che verranno condivise sui nostri canali social.

Seguiteci sul canale Youtube per ascoltare le voci e le storie di Women Academy nel corso dei prossimi mesi.