ConExpo 2026: testimonianze da Las Vegas

Missione Las Vegas: ConExpo 2026 con Andrea e Davide

Cosa succede quando porti l’ingegneria fuori dagli uffici di progettazione e la metti sotto il sole del Nevada, a parlare con chi le macchine le guida ogni giorno? 

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Andrea Mariani, Electrification e Mini Track Loader Manager, e Davide Sidoti Olivo, progettista specialista per la divisione escavatori cingolati taglia Mini/Midi, reduci da una settimana intensa come espositori al ConExpo. Ecco cosa ci hanno raccontato della loro esperienza in prima linea. 

Dall'ufficio allo Stand: il fattore umano

Spesso immaginiamo i progettisti chiusi tra grafici e software, ma capita, a volte, che lo scenario sia ben diverso. A Las Vegas, Davide e Andrea hanno vestito i panni degli "ambasciatori tecnologici". 

"Di solito alle fiere ci vai come visitatore per osservare e assimilare nuovi concetti al di fuori della routine quotidiana. Stavolta eravamo lì dall'alba a sera nello stand a raccontare in prima persona le nostre macchine. È stato fondamentale: quando un cliente vede che a rispondergli non è solo un commerciale, ma chi quella macchina l'ha vista nascere, il livello della conversazione cambia. Si crea un legame di fiducia immediato."

Davide Sidoti Olivo, progettista specialista per la divisione escavatori cingolati taglia Mini/Midi

Due visioni a confronto: Elettrificazione e Versatilità

Andrea ha presidiato il cuore pulsante dell'innovazione: le macchine a zero emissioni. 

Il mercato americano è curioso, ma molto concreto. Non ti chiedono solo se la macchina è 'green', ti chiedono quanto tempo possono lavorare prima di ricaricare e se possono farlo con le infrastrutture che hanno già in cantiere. Il mio compito era rassicurarli: la tecnologia è pronta, non è più un esperimento da laboratorio

Andrea Mariani, Electrification e Mini Track Loader Manager
Andrea Mariani Eurocomach su sfondo ambientato
Davide Sidoti Olivo Eurocomach

In America la filosofia è diversa, eppure vedere l'apprezzamento per il design e la cura del dettaglio tipica del saper fare italiano è stata una grande soddisfazione. Noi siamo promotori delle macchine compatte, nate per le condizioni europee, ma oltreoceano lo spazio non manca: cercano macchine più grandi con cabine ampie, veri e propri 'secondi uffici'. Cosa li ha fatti innamorare? Sicuramente le prestazioni, ma anche la nostra capacità di personalizzazione, come i sistemi di assistenza allo scavo (2D) che abbiamo presentato come concept su alcuni modelli

Davide Sidoti Olivo

Il "Team Italy" alla conquista del Nevada

Oltre al business, c'è l'aspetto umano del team. La fiera è stata l'occasione per unire le forze con i colleghi delle diverse sedi, creando quello che scherzosamente hanno definito il "Team Italy". 

Lavorare fianco a fianco con colleghi che di solito senti solo via mail o in call è stato il vero valore aggiunto. Abbiamo scambiato competenze in tempo reale: io davo una mano sull'elettrico, Davide interveniva sui sistemi idraulici dei mini.

Andrea Mariani

È stato un lavoro di squadra incredibile. Siamo tornati con un bagaglio di feedback diretti che nessuna e-mail potrebbe mai trasmettere con la stessa efficacia.

Davide Sidoti Olivo

Andrea e Davide tornano da ConExpo con le valigie piene di appunti, nuove idee e la consapevolezza che, nonostante la tecnologia corra veloce, è ancora l'incontro tra le persone a fare la differenza nel mondo del movimento terra. 

Progettare è bello, ma vedere la luce negli occhi di un operatore mentre prova una soluzione che hai contribuito a creare... quello è impagabile

Eurocomach e Fabbri SRL: l’evoluzione del cantiere nel Sud Italia

Dall'officina meccanica alla consulenza per i grandi sottoservizi: incontriamo Fabbri SRL, punto di riferimento Eurocomach per il Sud Italia. Una realtà che ha fatto del service e della prontezza d'intervento la propria bandiera.

Un’assistenza che nasce "sul campo"

La concessionaria Fabbri ha una storia radicata nella meccanica. Questa competenza tecnica si traduce in una capacità unica di comprendere le macchine e, soprattutto, le esigenze di chi le guida. Con una copertura che va dalla Puglia alla Basilicata, Fabbri non si limita a vendere: garantisce che il lavoro non si fermi mai.

Abbiamo intervistato Antonio Fabbri, amministratore dell'omonima azienda, per capire come Eurocomach abbia contribuito alla loro crescita.

L’intervista: la parola a Fabbri SRL 

E: Voi avete una storia importante che nasce dall'officina meccanica. Quanto conta questa competenza nel vostro servizio post-vendita? 

Per noi l’assistenza tecnica è al primo posto. La Fabbri nasce come officina, e questo DNA ci porta a mettere il servizio post-vendita alla base di tutto. Oggi siamo anche rivenditori di ricambi online, ma il vero valore lo diamo in cantiere.

Il cliente si lega a noi perché sa di non essere mai abbandonato: offriamo un supporto diretto e proattivo per garantire che la macchina sia sempre operativa. Gestire il service con competenza e tempestività è ciò che ci permette di trattare ogni cliente 'con i guanti bianchi'

E: Qual è il valore di avere un rapporto diretto con il Service di casa madre?

È fondamentale. Siamo molto diretti con il service Eurocomach e lavoriamo in stretta sinergia con i loro tecnici e responsabili qualità. Questa collaborazione ci permette di intervenire con rapidità anche di fronte alle sfide dell'elettronica moderna.

Il nostro obiettivo comune è ridurre al minimo il fermo macchina: quando un cliente ha un problema, noi siamo pronti a intervenire subito, a volte anticipando le soluzioni per far sì che il cantiere non si fermi mai. È questa reattività che fa scegliere di nuovo Eurocomach.

E: Parlando di prodotto, cosa differenzia Eurocomach agli occhi di un operatore pugliese o lucano?

Oltre all'estetica accattivante, sono le prestazioni a convincere. Le macchine Eurocomach offrono una forza e una velocità superiori rispetto ai concorrenti.

Il vero salto di qualità lo abbiamo fatto con la personalizzazione: soluzioni come l’impianto trincia sui piccoli o i bracci a triplice articolazione hanno creato una distanza netta con gli altri marchi. Sono macchine che permettono applicazioni che prima erano impensabili.

E: Quali sono i settori trainanti nel vostro territorio e quali modelli vediamo più spesso all'opera?

In Puglia e Basilicata lavoriamo molto sulle ristrutturazioni e sui sottoservizi. Nel Salento, ad esempio, i modelli compatti come il 12ZT o il 18ZT sono ideali per i cantieri urbani. Quando invece passiamo ai sottoservizi – acquedotti, fibra ottica, energia – le macchine tra le 3,5 e le 6,5 tonnellate diventano protagoniste.

In questi contesti, l'escavatore diventa una macchina multifunzione: grazie alle potenze idrauliche di Eurocomach, i nostri clienti montano frese, trivelle e attrezzature specifiche trasformando il mezzo in un vero centro servizi mobile.

Munaretto & Eurocomach: l’escavatore si fa robot

Nel cuore del Vicentino, dove l’edilizia significa precisione e gestione di spazi angusti, la partnership tra Munaretto ed Eurocomach  ha radici profonde. Una collaborazione decennale nata sotto il segno del "su misura" italiano, che oggi si evolve per rispondere a una sfida epocale: la carenza di manodopera e la necessità di automazione. Abbiamo parlato con Mauro Munaretto, a capo dell’omonima ditta, per capire come la tecnologia stia cambiando il lavoro sul campo.

Un Marchio "Sartoriale" per il Mercato Italiano

Per Munaretto, la scelta di Eurocomach è stata mirata. In un mercato dominato da giganti globali, l’identità italiana del brand rappresenta un vantaggio competitivo concreto.

Eurocomach è un marchio italiano tagliato esattamente sulle esigenze del nostro mercato. Il prodotto è studiato e sviluppato per noi: lo vedi dalle macchine girosagoma e dalla flessibilità nella personalizzazione. Se un cliente vuole una macchina di un colore particolare, Eurocomach risponde: 'Si può fare'.

La tecnologia che fa vendere: il noleggio come Test Drive

Mauro Munaretto ha una visione chiara sulla qualità tecnica: non si risparmia sulle prestazioni, perché una macchina che lavora bene è la miglior pubblicità possibile. Un esempio? La pompa a portata variabile sul piccolo 14SR.

Abbiamo sempre puntato sulla macchina più performante, anche nel parco noleggio. Se dai al cliente una macchina economica, scattosa e senza forza, l'immagine del marchio ne risente. Se invece offri un prodotto che funziona perfettamente, il cliente torna e compra. Il nostro 14SR passa per le porte da 80 cm, ha una pompa a portata variabile che fa la differenza: quando l’operatore la usa, se ne accorge subito.

Il Braccio Triplice: L’Evoluzione verso il "Robot di Cantiere"

Uno dei punti di forza discussi con Munaretto è la geometria delle macchine, in particolare il braccio triplice, disponibile su tutta la gamma, dai 19 ai 100 quintali.

L'escavatore sta diventando il robot di cantiere. Una volta serviva solo per scavare, oggi è un porta-accessori: pinze, martelli, trince. In un momento in cui il personale scarseggia in tutta Europa, la macchina deve sgravare l'uomo dal lavoro pesante e moltiplicare la produzione. Il braccio triplice è come la mano di un essere umano: permette di lavorare in posizioni difficili con una precisione chirurgica

Zero Tail: Muoversi nel "Bello e Stretto" dell'Italia

L'ambiente operativo italiano è fatto di centri storici e spazi confinati. In questo contesto, il design Zero Tail (girosagoma) è una necessità che deve però convivere con la visibilità.

Noi non lavoriamo nel deserto o a Dubai, siamo sempre in ambienti stretti. Il raggio di ingombro zero è un vantaggio enorme. La cosa che apprezziamo di Eurocomach è che, nonostante le complicazioni tecniche attuali, l’operatore ha ancora visibilità reale dalla cabina. Non hai bisogno di telecamere per vedere dove sei: riesci a farlo con i tuoi occhi.

Per approfondire: i "protagonisti" di questa intervista

Nell'incontro con Mauro Munaretto sono emersi alcuni modelli chiave che stanno definendo il lavoro nei cantieri del vicentino.

Se desideri approfondire le specifiche tecniche delle macchine citate dal dealer:

  • Il mini-escavatore 14SR: La soluzione per le ristrutturazioni indoor capace di passare attraverso varchi da 80 cm.
Volatile Bernardo dealer Eurocomach

Gruppo Volatile e Eurocomach: 75 anni di storia al servizio della terra siciliana

Dall'agricoltura al movimento terra, attraverso tre generazioni e un'evoluzione costante. Quella della Volatile Bernardo srl è una storia di radici profonde in Sicilia, che si traduce in una partnership consolidata con Eurocomach, costruita nel corso di oltre dieci anni. Abbiamo incontrato Bernardo Andrea Volatile per capire come una struttura di 55 dipendenti e un indotto di oltre 160 persone riesca a garantire continuità operativa in un territorio sfidante come quello siciliano.

Una copertura globale per un'isola che non si ferma

Con due sedi strategiche a Palagonia (Catania) e Partinico (Palermo), il Gruppo Volatile abbraccia le due estremità della Sicilia. Non è solo una questione di logistica, ma di presenza capillare.

Siamo una struttura radicata nel territorio, spiega Bernardo Andrea Volatile. Oltre alle sedi principali, abbiamo segnalatori e centri assistenza in ogni paese. Questo ci permette di avere una copertura globale e di fare numeri importanti rispetto ai competitor: il cliente siciliano cerca il prodotto, ma soprattutto cerca noi come punto di riferimento.

Il Service: dove nasce la fiducia

Per Bernardo Andrea, l'assistenza è il motore che genera il riacquisto. Con 17 meccanici specializzati e un magazzino ricambi da 3.000 metri quadri (con 8 magazzini verticali), il Gruppo Volatile ha trasformato il post-vendita in un'eccellenza nazionale.

Nella prima fase il cliente deve conoscere la qualità del prodotto Eurocomach , ma è la tempestività dell'intervento che lo spinge ad acquistare la seconda o la terza macchina.

L'escavatore oggi è più idraulica che elettronica, e serve competenza specifica: i tecnici della Volatile Bernardo srl sono dedicati esclusivamente al brand e sanno dove intervenire per minimizzare il fermo macchina.

La sfida tecnologica: "Il braccio triplice è come il cambio automatico"

Un tema centrale dell'intervista è l'introduzione di geometrie evolute in un mercato tradizionalmente legato al braccio monolitico. Bernardo Volatile punta i riflettori sulla capacità di Eurocomach di offrire soluzioni uniche che trasformano il modo di lavorare in cantiere.

Proponiamo macchine che altri semplicemente non hanno a catalogo spiega Bernardo Andrea. Prendiamo le versioni con braccio triplice: è una tecnologia che, una volta provata, diventa indispensabile. È come il cambio automatico in auto: non torni più indietro.

Il braccio triplice permette di fare lavorazioni in negativo con una precisione chirurgica o di sollevare tombini e materiali a ridosso della macchina, cosa impossibile con un braccio tradizionale

Questa versatilità si applica anche ai modelli Zero Tail (ZT), fondamentali per i cantieri siciliani spesso incastonati tra centri storici e strade strette. Per chi fa manutenzione urbana, avere una macchina girosagoma che non sporge dal carro è un vantaggio logistico enorme ci racconta Bernardo Andrea. Se a questo si aggiunge la geometria di un braccio articolato, ecco che un mini-escavatore si trasforma in uno strumento polivalente per risolvere problemi di spazio prima insormontabili."

Dalle opere portuali al comfort della nuova gamma

Le macchine Eurocomach sono protagoniste anche nelle grandi opere di ripristino dell'isola, come i recenti lavori di ricostruzione nei porti siciliani a seguito delle mareggiate. Qui entrano in gioco i modelli più imponenti della flotta, come il 100TR.

Le macchine Eurocomach sono protagoniste anche nelle grandi opere di ripristino dell'isola, come i recenti lavori di ricostruzione nei porti siciliani a seguito delle mareggiate. Qui entrano in gioco i modelli più imponenti della flotta, come il 100TR.

Per approfondire: i protagonisti di questa intervista

In Danimarca sta emergendo un trend curioso: il desiderio di personalizzazione estrema, quasi come se si trattasse di automobili di lusso. 

Se desideri consultare i dettagli tecnici delle soluzioni citate da Bernardo Andrea Volatile per il territorio siciliano:

  • La gamma Zero Tail (ZT): Mini-escavatori girosagoma progettati per la massima agilità in spazi confinati.
  • Eurocomach 100TR: La macchina di nuova concezione che unisce potenza e precisione per le grandi opere infrastrutturali.

Eurocomach in Danimarca: l’evoluzione del cantiere tra specializzazione e Green Transition

In Danimarca, il mercato del movimento terra deve essere sostenibile, estremamente tecnologico e personalizzato. La partnership tra Eurocomach e IB E. Mortensen A/S (IEM), nata nel 2013, ha trovato forza in questa mission e si basa su una visione strategica: offrire una gamma di mini escavatori con soluzioni innovative, progettate su misura per i severi standard e le condizioni operative della Danimarca. Questa scelta ha permesso a IEM di posizionarsi come specialista assoluto nelle macchine compatte fino a 10 tonnellate, un segmento fondamentale per ogni trattativa e ogni singolo cliente.

Una visione condivisa: il valore dello specialista

La scelta di IEM di puntare su Eurocomach nasce dall’identità di aziende familiari focalizzate su qualità e flessibilità. In un mercato storicamente legato alle terne, IEM ha intercettato la crescita della domanda di mini escavatori per i cantieri urbani, dove lo spazio è limitato ma le prestazioni richieste sono elevate.

IB E. Mortensen dealer Eurocomach

Cercavamo un partner a lungo termine specializzato nel compact "Made in Europe"» spiega Ilse Thomsen. «In Danimarca ogni cliente conta: posizionarci come specialisti nelle macchine fino a 10 tonnellate, con soluzioni su misura, è stata la nostra mossa vincente.

Definire nuovi standard: la rivoluzione del "Micro"

Il punto di svolta è arrivato nel 2017 con il 12ZT. Questa macchina ha imposto il brand grazie a un DNA tecnico distintivo: configurazione Zero Tail, joystick proporzionali e un comfort operativo inedito per la categoria.

14SR Eurocomach su sfondo ambientato

Il successo è arrivato quando abbiamo introdotto modelli come il 12ZT e il 14ZT con joystick proporzionali: una tecnologia che su macchine così piccole non si era mai vista prima in Danimarca. Gli operatori se ne sono innamorati subito.

Green Transition: la forza dell'elettrico

La Danimarca è leader nella transizione ecologica e le soluzioni zero-emission sono ormai un requisito d'appalto per i progetti municipali. Eurocomach, agendo come "first mover" con la gamma elettrica, ha permesso a IEM di presidiare il mercato con macchine capaci di eguagliare la forza di scavo dei modelli diesel.

Eurocomach è stata un 'first mover' nell'elettrico. I nostri clienti sono entusiasti dei modelli 15X e 25X. Certo, la sfida resta il prezzo rispetto ai motori diesel, ma quando il governo richiede lo zero-emissioni per un appalto, noi abbiamo la soluzione pronta. Gli operatori restano sorpresi dalla forza di queste macchine: se lavori in modo fluido, la batteria dura molto più di quanto ci si aspetti.

25X Eurocomach su sfondo ambientato

Tilt-rotator: l' "arma vincente"

Una delle innovazioni più sorprendenti introdotte dal team di Ilse è l'integrazione dei tilt-rotator (testine rotanti che permettono alla benna di ruotare a 360° e inclinarsi) su macchine piccolissime. 

Abbiamo fatto qualcosa di pazzesco: montare tilt-rotator su mini-escavatori da 1 o 2 tonnellate. Quando abbiamo pubblicato i video sui social, ci hanno scritto da tutta Europa chiedendoci: 'Come avete fatto?'.

Il segreto è l'impianto idraulico Eurocomach, che è già predisposto per accessori complessi, trasformando le nostre macchine in strumenti capaci di fare qualsiasi cosa.

Il Cantiere "Luxury": Oltre la Funzionalità 

In Danimarca sta emergendo un trend curioso: il desiderio di personalizzazione estrema, quasi come se si trattasse di automobili di lusso. 

Ilse Thomsen IB Mortensen

I clienti danesi sono un po' viziati, cercano il comfort assoluto. Ci chiedono luci extra, sedili speciali, finiture di lusso. Noi ascoltiamo ogni esigenza e costruiamo la macchina su misura. Questa capacità di personalizzazione, unita a una linea diretta con la fabbrica in Italia per i ricambi e il supporto, è ciò che ci rende diversi da tutti gli altri competitor.

Il ritmo della linea, il tempo della vita: storie di lavoratrici mamme 

Voci testimonianza in azienda

C’è una linea invisibile tra il ritmo di una linea di produzione e quello di una famiglia. È scandita da orari, routine e soluzioni dell’ultimo minuto. A tirarne le fila ci sono donne e mamme che ogni giorno timbrano il cartellino in officina e in magazzino.  

Abbiamo dato voce a quattro di loro. Ci raccontano che la maternità non è un freno, ma una palestra che allena a crescere, anche sul posto di lavoro. 

Altomare: Capo Reparto della Linea 2 e mamma di Kevin, 11 anni. 

La scrivania di Altomarecapo reparto della Linea 2, racconta due mondi. Tra i monitor spunta il disegno di suo figlio Kevin, un promemoria quotidiano di ciò che si costruisce fuori dall’azienda. 

Essere orgogliosa e soddisfatta del proprio lavoro l’ha aiutata anche ad essere sincera nei momenti più difficili, quando il distacco tra mamma e figlio lascia spazio anche alla tristezza.

Per lei, la maternità è una palestra di operatività: ha imparato a risolvere il problema prima che l'ingranaggio si fermi, portando l'ascolto e la fermezza necessari a casa. 

"A mio figlio dico sempre la verità: mamma va a lavorare anche per te, per il tuo futuro e per il nostro”. 

Olha: La strategia della resilienza  

In produzione da tre anni per la finitura dei cofaniOlha ha imparato che la qualità del lavoro nasce anche dalla serenità mentale. Ha costruito una rete di supporto affidandosi ad una babysitter per garantire la logistica familiare. Questo equilibrio l’ha resa consapevole di una verità importante: 

La famiglia non impedisce di lavorare: anzi, è un valore aggiunto perché ti senti più realizzata nel riuscire a gestire bene tutte e due le cose insieme.

Angela: La dote aggiunta della maternità 

In magazzino la verifica dei codici non ammette distrazioni e Angela, impegnata in questo lavoro quotidiano, ha scoperto che la nascita di sua figlia ha portato in dote una risorsa nuova: la calma. Il rientro al lavoro l'ha vista trasformata, con una nuova capacità di pesare lo stress e le priorità, diventando una professionista più centrata: 

Da quando sono mamma mi sono tranquillizzata, mi ha cambiata molto. Prima ero molto più nervosa, ora sono più centrata e tranquilla anche sul lavoro.

Rosa: Il Valore dell’Indipendenza

Rosa allestisce i premontaggi delle cabine, gli accessori standard e optional che rendono ogni macchina unica per il cliente. Per lei, che vive lontana dalla sua terra d'origine e non ha il supporto quotidiano dei nonni, il lavoro in Sampierana è diventato un pilastro fondamentale: non solo uno stipendio, ma uno spazio di indipendenza e di gratificazione personale che vuole trasmettere alla sua bambina. 

Mi auguro che mia figlia riesca a essere indipendente, nonostante le difficoltà che può incontrare una donna. Vederla crescere così per me sarebbe una bella cosa.

Quattro voci diverse, un unico messaggio condiviso: si può essere donne, lavoratrici e mamme. La forza della nostra linea è fatta anche di questa capacità di tenere insieme tutto, con fatica, orgoglio e una straordinaria normalità.  

Crescita dei Talenti Globali: Rafael Renno e l’Elettronica del Futuro

Il CE PD Master Program: la testimonianza di Rafael

Dopo aver esplorato l'esperienza di Rubia Pimenta, continuiamo il nostro viaggio all'interno del CE PD Master Program di CNH con la testimonianza di Rafael Renno, System Engineer. Rafael ci conduce nel cuore tecnologico dell'azienda, specializzandosi in elettronica e software per veicoli, con un forte focus sulle tecnologie d'avanguardia.

La sua Job Rotation internazionale ha fatto base a Torino, hub strategico per l'innovazione, ma gli ha anche offerto l'opportunità di collaborare strettamente con il team di Lecce. Questo ha creato un ponte diretto tra i diversi centri d'eccellenza italiani di CNH, accelerando significativamente la sua crescita professionale.

In questa intervista, ci ha spiegato come il passaggio dalle operazioni brasiliane alle linee di produzione italiane le abbia permesso di padroneggiare le piattaforme Grader e Telehandler, acquisendo esperienza diretta presso il Proving Ground e riportando competenze all'avanguardia in CNH Brasile.

D: Rafael, come è iniziato il tuo percorso con CNH e con questo programma di Master?

Mi sono laureato in Ingegneria Elettrica e il mio tirocinio si era già svolto nel settore delle macchine movimento terra. Sapevo quanto fosse grande CNH e quale fosse il suo impatto sul mercato, quindi volevo farne parte. Quando ho sentito parlare del programma CE PD Master durante una diretta su YouTube – in particolare della possibilità di conseguire una specializzazione avanzata in tecnologia e della rotazione globale – ho capito che dovevo candidarmi.

D: Qual è stata per te la parte più preziosa della Job Rotation?

Avere una visione più ampia dello sviluppo del prodotto.

Abbiamo ruotato tra ingegneria, validazione del prodotto e piattaforme. Capire come un'azione nell'ingegneria influisca sulla piattaforma o sul processo di validazione è essenziale. Ti aiuta a vedere il "quadro generale" (big picture) di come viene sviluppata una macchina

Torino e Lecce: la cultura del dialogo

D: Hai trascorso del tempo a Torino e a Lecce. Cosa hai imparato dalla cultura lavorativa italiana?

È stato un grande scambio culturale. Ho notato come gli italiani affrontano i problemi: possono essere molto energici e appassionati durante una riunione mentre discutono di un problema, ma non appena finisce tornano amici e vanno a prendere un caffè insieme. Penso che questa capacità di discutere intensamente e poi restare colleghi affiatati sia una grande qualità da riportare in Brasile.

D: Dal punto di vista tecnico, quali sono stati i punti salienti della tua esperienza in Italia?

In Brasile, i corsi universitari ci hanno esposto a tecnologie all'avanguardia come il machine learning e l'elettrificazione. Qui in Italia, sono entrato a far parte del team di Elettronica del Veicolo. Passare del tempo con loro a Lecce ha accelerato notevolmente il mio apprendimento. Ho potuto approfondire l'integrazione elettronica e lo sviluppo del software, che rappresentano il futuro del nostro settore.

Il bagaglio dell'esperienza

D: Quali sono le tue riflessioni finali su questo viaggio?

Questo Master è stato un'esperienza incredibile. Dalle rotazioni interne in diverse aree dello sviluppo prodotto ai corsi accademici e, infine, a questa rotazione globale in Italia: è stato fantastico. Sono davvero grato per questa gigantesca opportunità.

D: Qual sarà il tuo obiettivo personale in Brasile?

Il mio obiettivo è diventare un punto di riferimento per l'elettronica dei veicoli nel nostro stabilimento di Contagem. Essendo attualmente l'unico membro di questo specifico team in Brasile, voglio usare il "bagaglio" di conoscenze acquisite in Italia per guidare nuove soluzioni. Il mercato si sta inevitabilmente muovendo verso macchine elettroniche ed elettriche, voglio essere pronto a cambiare la mentalità degli operatori grazie a queste nuove tecnologie.

Intervista a Rubia Pimenta: dal Brasile a Lecce nel segno dell’innovazione

Il CE PD Master Program: il programma della Job Rotation

Il CE PD Master Program di CNH rappresenta un investimento strategico nelle persone che supportano e aiutano l'azienda giorno per giorno. Questo programma struttura la crescita professionale dei partecipanti attorno alla Job Rotation, concepita per ampliare i loro orizzonti tecnici e culturali.

Rubia Pimenta, Wheel Loader CRB del team brasiliano, ha preso parte al programma ed è arrivata nello stabilimento di Lecce, in Italia. Determinata, precisa e motivata, ha condiviso la sua storia personale e un'esperienza che l'ha resa ancora più orgogliosa della sua carriera. Parlare con lei trasmette un senso di positività ed energia, qualità che definiranno senza dubbio il suo futuro professionale.

In questa intervista, ci ha spiegato come il passaggio dalle operazioni brasiliane alle linee di produzione italiane le abbia permesso di padroneggiare le piattaforme Grader e Telehandler, acquisendo esperienza diretta presso il Proving Ground e riportando competenze all'avanguardia in CNH Brasile.

D: Rubia, come è iniziato il tuo percorso con il CNH Master Program e cosa hai scoperto durante le tue rotazioni?

Rubia: Conoscevo già CNH perché la mia famiglia lavora in questo settore, ma non avevo mai approfondito la conoscenza delle macchine a questo livello. È stata una splendida sorpresa. Durante la Job Rotation, ho iniziato a lavorare sulla piattaforma dei grader e ho capito che amo fare focus sui progetti. Essendo laureata in Ingegneria Gestionale, prima non ero così vicina all'aspetto tecnico, quindi avere un contatto con l'Ingegneria di Prodotto e il Proving Ground è stato incredibile. Mettermi alla guida delle macchine e capire come le nostre decisioni ingegneristiche influenzino il cliente finale ha rappresentato una svolta per me. Posso dire che durante il tirocinio ho capito cosa amo fare davvero

D: Riguardo al tuo periodo in Italia, in che modo questa esperienza ha accresciuto le tue competenze e conoscenze professionali?

Rubia: Essere qui ci ha permesso di osservare processi differenti. I flussi di lavoro in Italia differiscono da quelli in Brasile e abbiamo avuto la possibilità di interagire direttamente con fornitori e clienti.

Comprendere un mercato diverso è vitale. Tuttavia, la parte più importante per me è stata l'elemento umano. Incontrare di persona i colleghi e il mio mentore, dopo mesi di conversazioni solo via Teams, ha cambiato tutto. Si comprendono meglio le reazioni delle persone e si costruisce un tipo di rapporto diverso. Questo networking è essenziale per la nostra futura collaborazione all'interno di CNH.

L'esperienza di Lecce: l'ispirazione del modello Italia

D: Ti sei concentrata su modelli o tecnologie specifiche durante il tuo soggiorno nello stabilimento di Lecce?

Ho trascorso la maggior parte del tempo sui grader, che è la mia piattaforma principale. Tuttavia, ho lavorato anche con i sollevatori telescopici (telehandlers), il che è stato molto stimolante perché non abbiamo quella specifica piattaforma in Brasile. È stato fantastico studiare un nuovo prodotto e i processi unici che lo riguardano.

D: Cosa ti ha colpito di più delle linee di produzione italiane rispetto alla tua esperienza in Brasile?

Rubia: Il processo della linea di assemblaggio qui è stato la parte più entusiasmante. È compatto e organizzato. Vedere l'alto volume di macchine prodotte in uno spazio così ridotto ed efficiente negli stabilimenti di Lecce e Sampierana, che abbiamo visitato negli ultimi giorni della Job Rotation, mi ha aperto gli occhi. Mi ha mostrato come possiamo migliorare l'utilizzo degli spazi nel nostro paese per massimizzare la produttività.

La forza del cambiamento

D: Qual è il tuo obiettivo personale dopo aver completato questo Master?

Rubia: Il mio obiettivo è apprendere da questa esperienza per fare qualcosa di diverso e migliorare i nostri processi. Ho ricevuto una promozione durante questo periodo, il che mi rende molto felice perché dimostra che il mio lavoro viene riconosciuto. Voglio "restituire qualcosa" a CNH applicando tutto ciò che ho visto qui per fare una reale differenza.

D: Infine, come donna in un settore tradizionalmente dominato dagli uomini, come vivi il tuo ruolo nell'ingegneria?

Rubia: La situazione è la stessa in Brasile, ma non mi sono mai sentita frenata. Il mio team mi rispetta e ascolta i miei contributi. Vedo che lo scenario sta cambiando. In Italia ho notato molte donne in ruoli dirigenziali e di gestione, cosa che apprezzo molto. Ci stiamo muovendo nella giusta direzione e spero di essere, un giorno, una dei leader del futuro.

Voci dalla Finlandia: la testimonianza del nostro dealer Minikone

Robustezza, comfort e tecnologia al servizio del Grande Nord

Il mercato finlandese è da diversi anni terra di approdo anche per i nostri Eurocomach. Abbiamo intervistato Aleksi Lampinen, comproprietario di Minikone, partner d'eccellenza che oggi gestisce una flotta di circa 70 macchine del nostro brand.

Ciao Aleksi, grazie per essere qui con noi. Per iniziare, ci racconteresti la storia di Minikone e com'è nata la vostra collaborazione con Eurocomach?

Aleksi Lampinen: Grazie a voi. Io sono in Minikone dal 2021, ma la nostra storia con Eurocomach è iniziata circa nel 2015 o 2016. Siamo partiti con una piccola flotta a noleggio e da allora non abbiamo mai smesso di crescere. Oggi abbiamo circa 60-70 macchine Eurocomach nella nostra flotta: siamo diventati un punto di riferimento in Finlandia anche grazie alle nostre caratteristiche macchine bianche. Oltre al noleggio, ci occupiamo di vendita di nuovo e usato, ricambi e assistenza tecnica.

Il mercato finlandese è famoso per le sue condizioni climatiche estreme. Perché avete scelto proprio le nostre macchine per affrontare queste sfide?

Principalmente per l'affidabilità e la robustezza tecnologica. Sono macchine forti, con motori potenti, ma mantengono dimensioni compatte. Durante l'inverno, i nostri clienti apprezzano moltissimo il comfort: le cabine sono ben riscaldate e protette. Poiché la maggior parte dei nostri lavori si svolge nell'area di Helsinki, la capitale, abbiamo bisogno di macchine che siano facili da muovere negli spazi stretti della città, ma abbastanza potenti da non temere i terreni ghiacciati.

Parlando dell'esperienza dell'operatore, cosa colpisce di più i vostri clienti quando salgono a bordo di un'Eurocomach?

La visibilità è senza dubbio uno dei punti di forza. Molte delle macchine che forniamo sono a raggio di rotazione zero o corto, e questo permette agli operatori di avere una visuale eccellente su tutto ciò che accade intorno alla cabina, aumentando la sicurezza in cantiere. Inoltre, apprezzano molto la precisione dell'idraulica e le performance generali del motore; si sente che sono macchine progettate per lavorare sodo.

Dalle demolizioni al settore forestale: soluzioni su misura per le sfide del mercato finlandese

Ci sono settori o progetti particolari in cui i vostri clienti utilizzano i nostri escavatori?

Un settore molto forte per noi è quello della demolizione indoor. Molte aziende scelgono i nostri modelli più piccoli perché possono entrare facilmente negli edifici per iniziare lo smantellamento dall'interno. Vediamo anche utilizzi interessanti nel settore forestale con attrezzature specifiche e persino nei tunnel. Ogni tanto riceviamo richieste per configurazioni più rare in Finlandia, come il braccio triplice, che forniamo a clienti che cercano il massimo della versatilità per lavori di alta precisione.

Abbiamo notato che in Scandinavia l’allestimento delle macchine è molto specifico. Quali sono gli accessori più richiesti?

Qui c'è una grande differenza rispetto ad altri mercati europei: in Finlandia, circa il 90% delle macchine sopra le 1.8 tonnellate viene equipaggiato con il Tilt Rotator. La possibilità di ruotare e inclinare la benna in ogni direzione è ormai uno standard indispensabile per noi. Inoltre, montiamo spesso pinze per il legname o testate da taglio per la manutenzione forestale.

Per concludere, cosa ti rende più orgoglioso di rappresentare Eurocomach nel tuo Paese?

La scelta di Eurocomach: intervista a Guaita & Schoorl B.V.

Dalle Origini all'Inizio della Partnership

Quando è iniziata la vostra attività e come è nata la partnership con Eurocomach?

La storia di Guaita & Schoorl B.V. va più indietro della nostra attuale partnership. Il mio socio, il Sig. Guaita è purtroppo scomparso l'anno scorso. Era nato in Italia e si era trasferito in Olanda. L'ho incontrato quando avevo 17 anni, dato che mio padre, che era un agricoltore, aveva acquistato un bulldozer da lui. Abbiamo iniziato a comprare e vendere attrezzature usate in tutto il mondo.

Nel 2002 abbiamo avviato l'attività attuale. La parte principale del nostro business rimaneva l'usato, ma abbiamo lentamente iniziato a vendere attrezzature nuove, principalmente accessori di fornitori come Cangini Benne e Trevi Benne.

Dealer Eurocomach Guaita

Poi, intorno al 2016 o 2017, abbiamo incontrato Marco Mosconi, responsabile commerciale. È venuto qui e ha suggerito: "Sarebbe interessante per voi vendere il marchio Eurocomach."

Abbiamo iniziato a vendere il vostro brand, e da quel momento in poi è diventato una parte importante della nostra attività.

C'è un ricordo specifico di quei primi giorni o del primo contatto che vi ha convinto di questa scelta?

"Io ero il meccanico tra i due, mentre il Sig. Guaita era l'uomo d'affari. Quando abbiamo iniziato con Eurocomach, è andata bene dall'inizio. Le macchine, in pratica, si sono vendute da sole, perché avevamo il 60TR con il braccio triplice (TR) oltre a macchine specializzate che altri marchi semplicemente non offrivano. Quindi ci siamo mossi all'interno di una nicchia nel mercato. Questo è ciò che ci ha resi importanti nella nostra area."

Kees sottolinea anche il cambiamento di mentalità necessario:

All'inizio ero un po' titubante nell'iniziare a vendere macchine nuove perché vendere in Olanda implica un modo di pensare diverso. Quando devi vendere macchine per l'esportazione, queste macchine finiranno in tutto il mondo e la gestione di garanzia e assistenza segue logiche diverse.
Se vendi quelle stesse macchine in Olanda a clienti del territorio, allora devi offrire uno spazio diverso ai clienti e un servizio diverso, quando chiamano per problemi tecnici, ad esempio, se la macchina è rotta. Quindi, abbiamo dovuto imparare un po' questo aspetto.

Una Collaborazione a Lungo Termine

Qual è l'elemento chiave che vi ha mantenuto fedeli al marchio in tutto questo tempo, fino ad oggi?

L'elemento chiave? È il successo per noi: la certezza di ottenere un ritorno sull'investimento. Se non c'è profitto, non ha senso continuare. Ma abbiamo venduto molte macchine nella nostra regione, e poi il successo è arrivato anche grazie alle buone recensioni dei clienti.

I clienti sono soliti parlare tra loro e ci hanno riferito di essere soddisfatti della macchina. Questa è stata ed è certamente una buona pubblicità. Le persone non hanno paura di acquistare la macchina perché altri clienti hanno mostrato soddisfazione verso il brand. Questo è stato il vero elemento chiave.

Il vantaggio tecnico in Olanda

Che ruolo gioca l'orgoglio per il vostro territorio locale nel modo in cui presentate una macchina Eurocomach ai vostri clienti?

A volte dobbiamo modificare le macchine per farle funzionare per i nostri clienti. Ad esempio, montiamo un sottocarro in acciaio più grande se il cliente ne ha bisogno. Facciamo molte cose per preparare le macchine per il cliente. Se vogliono qualcosa di diverso, cerchiamo di farlo.

Quando consigliate un cliente, quale caratteristica tecnica è cruciale per un lavoro specifico in questa regione?

Il braccio triplice è molto efficace per noi. Al momento abbiamo puntato sui modelli 19, 45, 55 e 65. Le macchine Eurocomach sono potenti; sollevano più peso della concorrenza. Questo è sempre un grande vantaggio. Inoltre, le macchine sono più moderne perché tutti i movimenti sono nei joystick e nulla è a terra. Altri marchi hanno ancora i pedali a terra; per noi è un po' superato. È molto importante che la macchina si evolva costantemente per avere a disposizione la migliore tecnologia ingegnerizzata possibile.

Il Supporto Eurocomach: La Differenza Critica

Puoi condividere un momento specifico in cui il supporto di Eurocomach ha fatto la differenza critica?

Se abbiamo un problema che non riusciamo a risolvere, magari è troppo difficile per noi, o è sconosciuto, specialmente quando si tratta di elettronica, è molto semplice collegare il laptop alla macchina e ottenere assistenza da Tosca e Francesca.

Loro possono prendere il controllo del nostro laptop e accedere alla macchina, possono caricare il nuovo software, apportare modifiche e ripararla in modo che ricominci a funzionare. Questa è un ottimo supporto e un'eccellente forma di assistenza.

Questa mattina ho avuto una domanda da un cliente circa un allarme su una macchina con braccio triplice. Ho chiesto supporto a Tosca e lei mi ha dato subito una risposta. A noi dealer e ai clienti vengono forniti tutti gli strumenti per capire cosa fare e dove cercare. Il nostro bravo meccanico, Alex, che è stato in Italia per imparare a conoscere le nuove macchine, sta facendo un buon lavoro con l'elettronica perché, ovviamente, questa è una delle parti più importanti al momento.